Allora.. Ho terminato di vedere Masters of the Air e Shogun. La prima è ben fatta e sono riusciti ad evitare di clonare il film Menphis Belle. Da appassionato di tematiche militari mi ha fatto impressione come nella seconda guerra mondiale da parte americana i soldati fossero dei numeri. I personaggi che arrivano a fine serie sono pochissimi e le scene in cui vengono persi parecchi velivoli si sprecano. La guerra è guerra ma fa sempre schifo.
Per quanto riguarda Shogun ci sono scene, scenari scrittura dei personaggi bellissimi ma sulla trama penso che ci sia stato molto di non detto. Avevo visto tempo fa una maglietta con la scritta "si ma il manga è meglio" e credo si possa adattare al libro da cui è tratta la serie. La trama si dipana tra detto e non detto, personaggi che passano dall' essere dei parìa ad essere degli strateghi nati, personaggi che sono delle semplici marionette, seppuku a volontà etc solo che alla fine dovrò riguardarla per capire meglio il perchè e il come. Il giappone è affascinante perchè alla fine i loro comportamenti sociali per noi sono delle assurdità.. Il rewatch lo farò sicuramente fra qualche mese anche perchè la serie è molto lenta. Nel complesso la serie è bellissima anche se la ciliegina sulla torta sarebbe stata una battaglia in grazia di dio e la proclamazione dello shogun.
Concordo che la lentezza con cui sembra avanzare la trama e (a tratti) la difficoltà di seguire le logiche giapponesi non rendano Shogun una serie facilissima da fruire.
Però per me resta uno dei migliori prodotti di questi primi mesi dell'anno, e apprezzo che Disney l'abbia distribuita un episodio a settimana (c'è già troppa roba che esce tutta assieme e spesso non viene valorizzata perchè si brucia subito).
Ho iniziato a vedere Fallout, la serie tv Prime, e sono al terzo episodio. Avendo giocato anni fa a Fallout 3, posso dire che la serie traspone bene la grafica del mondo videoludico, compresi i dettagli più crudi. Anche l'ironia che permea il videogioco è ben mantenuta, così come sono ben esibiti anche a livello di colonna sonora i rimandi agli anni Cinquanta tipici dei videogiochi. Inoltre mi ha fatto immensamente piacere tornare a vedere Walton Goggins, che ho adorato nel ruolo di Shane Vendrell in quel capolavoro che fu The Shield.
Quante balle!
David Parenzo, La Zanzara del 19.09.2024
L'egoismo è un diritto, lo vogliamo dire o no? L'egoismo è il motore del mondo. Senza l'egoismo, quello che si manifesta nella cura per la propria famiglia, o dei propri interessi, quello che ogni giorno pratichiamo, non esisterebbero nemmeno sviluppo e progresso. È necessario sempre diffidare dei buoni samaritani, quelli che affermano di agire esclusivamente per il bene comune. Sono spesso degli impostori.
Giuseppe Cruciani, Via Crux
So di essere di media statura, ma... non vedo giganti intorno a me.
Giulio Andreotti interpretato da Toni Servillo, Il divo di Paolo Sorrentino
- Lei quindi crede? - le domanda la giornalista.
La moglie del premier scuote il capo. - Spero. È un po' diverso. Non penso sia proprio uguale.
- Non lo so, - fa la Reitner, poi aggiunge tra sé: - Nemmeno io sono una grande esperta.
Niccolò Ammaniti, La vita intima
Far away and far away
Flows the river of pure Day;
Cold and sweet the river runs
Through a thousand, thousand suns.
Fredegond Shove, The River of Life
Euron Gioiagrigia ha scritto:Ho cominciato a rivedermi Malcolm in the Middle, storica sit-com dei primi anni Duemila. Da ragazzino mi divertiva moltissimo, e non ricordavo che nel cast ci fosse Bryan Cranston in uno dei ruoli a mio giudizio più divertenti. Non è invecchiata male, e la rappresentazione dissacrante della classica famiglia disfunzionale americana fa sempre ridere.
L'ho finita di rivedere un mesetto fa. Sempre splendida, sempre divertente.
Euron Gioiagrigia ha scritto:in quel capolavoro che fu The Shield.
Ho terminato Fallout. L'avevo iniziata senza darle molto credito e invece si è rivelata una delle migliori serie viste negli ultimi anni. Mi sono molto piaciute la colonna sonora, con pezzi degli anni Quaranta e Cinquanta usati in modo ironico rispetto al contesto, l'alternanza tra presente e flashback del passato con quest'ultimo vividamente rappresentato con tonalità steampunk (un 2077 esteticamente identico agli USA degli anni '50), la fotografia, le scenografie, la sensazione di mistero che permea gli episodi e le splendide recitazioni di Ella Purnell - da tenere d'occhio - e Walton Goggins. Promossa con 10 e lode.
Quante balle!
David Parenzo, La Zanzara del 19.09.2024
L'egoismo è un diritto, lo vogliamo dire o no? L'egoismo è il motore del mondo. Senza l'egoismo, quello che si manifesta nella cura per la propria famiglia, o dei propri interessi, quello che ogni giorno pratichiamo, non esisterebbero nemmeno sviluppo e progresso. È necessario sempre diffidare dei buoni samaritani, quelli che affermano di agire esclusivamente per il bene comune. Sono spesso degli impostori.
Giuseppe Cruciani, Via Crux
So di essere di media statura, ma... non vedo giganti intorno a me.
Giulio Andreotti interpretato da Toni Servillo, Il divo di Paolo Sorrentino
- Lei quindi crede? - le domanda la giornalista.
La moglie del premier scuote il capo. - Spero. È un po' diverso. Non penso sia proprio uguale.
- Non lo so, - fa la Reitner, poi aggiunge tra sé: - Nemmeno io sono una grande esperta.
Niccolò Ammaniti, La vita intima
Far away and far away
Flows the river of pure Day;
Cold and sweet the river runs
Through a thousand, thousand suns.
Fredegond Shove, The River of Life
Euron Gioiagrigia ha scritto:Promossa con 10 e lode.
Wow! Stavo aspettando che mia moglie "mi concedesse" di guardarla con me, ma a sto punto potrei anche decidere di farlo da solo.
Siccome peró tra meno di un mese parto per le ferie, potrei anche tenermela per quando sono via...
Sto vedendo la stagione 3 di The Bear, dopo aver letto un po' ovunque che non fosse ai livelli delle due precedenti.
Sì, in effetti dopo l'entusiasmo/novità iniziale e dopo un ottimo viluppo nella stagione 2, qui sembra iniziare a vedersi un po' di "confusione" sulla direzione da dare e un certo stallo nella trama.
Infatti, per me, le puntate migliori son state quelle concentrate su singoli personaggi, che magari non fanno avanzare la vicenda principale ma sono dei piccoli gioielli di scrittura e recitazione (Jamie Lee Curtis fantastica, forse ancora meglio che nella puntata natalizia dell'anno scorso). Mi manca il finale, comunque resta sempre una delle migliori serie di questi anni.
Quoto qui per non andare ot di là...
FrAx8 ha scritto:Per me è importante nella misura in cui i personaggi sono ormai personaggi pluridecennali, con cui sono letteralmente cresciuto. Personaggi con precise caratteristiche fisiche, che fanno parte del loro carattere stesso (Ron rosso, Harry con gli occhiali, Hagrid enorme ecc ecc.).
Concordo, ci sono casi e casi, ma se un autore pensa certi personaggi in un modo in genere c'è un motivo e quando questi diventano parte dell'immaginario collettivo, è stupido e deleterio infischiarsene.
Come dicevo, non è un assoluto e può anche non valere per tutti i personaggi: in ambito Harry Potter, è chiaro che ci sono personaggi per cui un cambio di etnia (non so che altra parola usare, lo dico nel modo più neutrale possibile) avrebbe un impatto maggiore che per altri.
Se facessero Hermione o la McGranitt di colore non sarebbe problematico quanto un Ron asiatico, un Hagrid magrolino o, appunto, uno Snape di colore e belloccio (ovvio poi lo possono imbruttire, ma perché non prendere già uno più adatto in partenza?). Per ora si parla solo di voci comunque, quindi è bene aspettare notizie più certe più avanti.
Come dissi nell'altra discussione, questo fa il professore, non è il discendente, o antenato di una dinastia, che noi sappiamo avere certe caratteristiche fisiche, il tipo di storia mi sembra adattabile a tutte le etnie e culture, questo deve fare il bullizzato da piccolo e il professore bullo da grande (noi sappiamo i colpi di scena ovviamente).
Per quanto riguarda l'essere bruttino o con i capelli unti, andiamo di trucco e parrucco.
La discriminante vera per cui queste cose danno fastidio è il motivo, se tu mi dici che va seguita un'agenda solo perchè siamo nel 2025 e il progresso è stato deciso che è questo, io prorpio manco te lo guardo il prodotto, se invece mi dici "meritocrazia totale", è il migliore che si è presentato, io ti dico ok.
Come è qui la storia? ancora non lo sappiamo, è un attore delle scuola britannica, quindi scarso è difficile che sia, poi vediamo che la mettono subito sull'inclusività o sulla scelta artistica, se sono bravi dicono "scelta artistica dettata dall'incredibile bravura dell'interprete" in ogni caso.
Voglio fare un esempio recente, Rings of power e House of the dragon sono due prodotti dove l'ideologia woke c'è e si vede, adesso la storia si è un pò invertita e Hotd è più in sofferenza perchè nella seconda stagione si è capito di più, ma inizialmente HBO era stata più brava, aveva detto che la scelta dei Velaryon neri era stata fatta per dare possibilità a dei bravi attori, poi hanno pagato influencers per spiegare che i Velaryon non sono parenti con Dany, la continuity non è stata sacrificata alla woke ideology, nel frattempo amazon dava dei razzisti ai fans, due anni dopo la situazione si è invertita ma è un altro discorso, non c'entrano i Velaryon ma le scelte di sceneggiatura.
Il fatto è che noi non sapremo mai davvero se si tratta di "Abbiamo deciso che Piton sarà di colore, quindi ci orienteremo solo sulla scelta di un attore di colore" o di "Abbiamo provinato tot persone e lui era proprio il migliore".
Io però resto dell'idea che ci siano personaggi e personaggi e che non tutti gli attori possano interpretare tutto solo perché poi ci si può arrangiare con trucco e parrucco, risultando spesso forzati (a prescindere dalla nazionalità, personalmente detesto quando prendono un'attore o attrice palesemente molto belli e tentano di farli passare per bruttini). Severus Piton non è paragonabile ai Velaryion in HOTD, è probabilmente il personaggio più importante dopo il protagonista in quella saga. L'autrice, per quanto ora le sia partita un po' la brocca, lo ha pensato e descritto in un certo modo e meriterebbe di veder rispettata la sua visione almeno per un persoanggio di quel calibro.
Onestamente, pur non condividendo chi tira in ballo l'ideologia woke per ogni minima cosa, in questo caso farei molta, molta fatica a non vederci una precisa volontà di apparire "moderni" a tutti i costi.
Aggiungo solo che, banalmente, a me piace davvero molto il "look iconografico" di Piton compreso il pallore, lo trovo sinceramente il più efficace per quel personaggio e penso che avrei un automatico rifiuto a un netto cambiamento. Volendo, anche Alan Rickman non lo rispettava del tutto, ma era Alan Rickman e questo faceva molta differenza :)
Alla Rowling comunque non è partito proprio nulla, semplicemente lei sa cosa sia una donna e cosa un uomo, e per questo hanno tentato di cancellarla, ha vinto lei.
Lei stessa ha detto che problemi di etnia non ce ne sono in quest'opera, è un romanzo di formazione spendibile in tutti e 6 i continenti.
Personalmente trovo piuttosto insenstate certe sue affermazioni, non ho chiaro cosa dovrebbe aver "vinto", ma direi che non è questa la sede per discuterne^^
@ryer : nel senso che non sono riusciti a cancellarla.
Serie TV consigliate e viste al momento.
Landman: serie TV alla prima stagione, creata da Taylor Sheridian, quello di Yellowstone, con Billy Bob Thornton , Ali Larter, Demi Moore, Jon Hamm .
Un punto di incontro fra il realismo e ambientalismo nel mezzo di un'interessante storia di giochi di potere e drammi familiari.
The Bad Guy : serie italiana, commedia nera e surreale sulla mafia, con Luigi Lo Cascio , è la seconda stagione, adoro l'assurdità della storia nonostante nasconda tremende verità.
Scena da ricordare : durante la trattativa stato Mafia le parenti di un mafioso domandano cose assurde :
La suora domanda il sacerdozio femminile ma con la possibilità di sposarsi, con gli uomini dello stato che fanno notare che non è loro giurisdizione.
La sorella invece domanda una partecipazione fissa a Domenica In
Con colpevole ritardo ho recuperato di recente 1883, il prequel di Yellowstone sempre di Taylor Sheridian.
Non è necessario aver visto la serie principale per vedere 1883 (a parte alcuni flashback nella 4^ stagione e nel finale) e l'ho trovata una delle più belle degli ultimi anni, da tanto tempo non restavo colpito in questo modo. La storia segue il viaggio di una carovana che dal Texas cerca di arrivare in Oregon e di cui fanno parte gli antenati della famiglia Dutton. Anche se in alcuni momenti forse è appena un po' troppo romanzata riporta tutti gli elementi classici delle storie del West con indiani, cowboys, le asperità del luogo e le difficoltà del periodo storico, insieme a personaggi di grande carisma.
La serie si conclude con la prima stagione ma la storia della famiglia Dutton prosegue con la nuova serie 1923 dove Sheridian ha utilizzato elementi della vicenda con dei richiami nelle serie successive realizzati con gusto e con dettagli non convenzionali (come il finale di Yellowstone che chiude di fatto il cerchio iniziato con 1883).
Sempre sullo stesso genere di 1883, consiglio caldamente la recente American Primeval, miniserie di Apple tv+ davvero molto ben fatta.