Beh, a guardare i numeri mi pare che l'entusiasmo sia palpabile.
Some people choose to see the ugliness in this world, the disarray. I choose to see the beauty. To believe there is an order to our days. A purpose.
Se ragionassimo cosi allora....
E come dovremmo ragionare? Chiedo seriamente. È un prodotto industriale, la 8x3 ha "venduto" 18 milioni di copie, a leggere internet era una cosa abominevole eppure la 8x4 ha "venduto" praticamente lo stesso numero di copie, a questo punto cosa devo considerare per misurare l'entusiasmo, i meme su freefolk o i milioni di persone che continuano a guardare GoT?
La stagione è molto criticata, questo è evidente a chiunque abbia internet, eppure questo al pubblico non sembra interessare molto. Quindi?
Some people choose to see the ugliness in this world, the disarray. I choose to see the beauty. To believe there is an order to our days. A purpose.
e sarebbe stata criticata in ogni caso, visto che, essendo il finale e attingendo a prescindere dal finale che loro conoscono, non a tutti potra piacere.....
e continuo a pensare che, avvicinandosi il finale, le singole conclusioni, chi compie certe azioni, dove arriva e tutto stiano condizionando troppo nel giudicare male l'intero prodotto(e trattasi sempre di minoranza mi pare).....soprattutto rispetto alle aspettative che uno ha e che magari ritiene siano non solo diverse, ma opposte nei libri, quando, mio personalissima opinione, saranno molto piu simili di quanto uno pensi....
nelle prime 4 stagioni ci sono stati episodi con cose ridicole nella sceneggiatura, o in una battaglia, o nel districare certe cose, ma siccome mancava ancora tanto alla fine e tutto era farina del sacco di quello che non pubblica era accettato praticamente a prescindere......
poi a me per esempio la stagione che è piaciuta di piu è la sesta.....e avviene post superamento dei libri....
" A Grande Inverno giuriamo la fedeltà della Torre delle Acque Grigie. Cuore e focolare e raccolto a te noi doniamo, mio lord. Le nostre spade, le lance e le frecce sono al tuo comando. Da’ misericordia ai nostri deboli, aiuta i nostri inermi e fa’ giustizia per tutti. Noi mai ti volteremo le spalle. Lo giuro sulla terra e sull’acqua. Lo giuro sul bronzo e sul ferro. Lo giuriamo sul ghiaccio e sul fuoco. "
Io non capisco invece cosa ci sia di sbagliato nel farsi piacere qualcosa che ha dei difetti o che non è sempre così buona. Non c'è nulla di sbagliato e non c'è bisogno di trovare giustificazioni alle critiche altrui, è semplice
So che ormai nessuno sarà più interessato ad un commento su una scena della terza puntata; eppure lo avevo in mente da tempo e, alla fine, mi decido a scriverlo; e pazienza se, ormai, nessuno lo leggerà.
Ho pensato spesso alla scena dell’attacco da parte dei Dotraki. Razionalmente, come è già stato scritto mille volte, niente da dire: è assurda; punto e basta. La dolorosa (o cinica, dipende dall'umanità o meno di chi si si assume il peso della decisione decide) tattica di sacrificare una parte del proprio esercito per indebolire quello avversario ha perfettamente senso, e spesso è stata attuata, con un avversario “normale”. Ma se l’avversario, oltre che enorme e assolutamente soverchiante, ha il potere di rianimare i morti riconvertendoli in forze al proprio servizio, si risolve in un comportamento doppiamente suicida: sacrificare il proprio esercito per accrescere la forza di quello avversario.
Eppure... eppure. Ripenso a qualcosa che aveva scritto @MezzoUomo, secoli fa, riguardo ad un'altra scena (Danaerys che entra in una Dragonstone inverosimilmente deserta ed indifesa, altrettanto inverosimilmente camminando, contro ogni prudenza, in testa al suo gruppo): che, a volte, il senso di una scena è più poetico che razionale. Che sì, sarebbe stato possibile sviluppare quella situazione in modo più logico; ma allora se ne sarebbe persa tutta l’emozione e la pura, immediata bellezza.
Quell'osservazione, per me abituata ad essere sin troppo razionale, era stata una specie di rivelazione. In sostanza, era stato come se mi si ricordasse che esiste lo scritto narrativo, ma esiste anche la poesia: e certe regole, certi paletti che nel testo in prosa sono imprescindibili, passano in secondo piano in quello poetico.
E ponendomi in questo punto di vista che per me è ancora completamente nuovo, poeticamente ed emotivamente in qualche modo assolvo quella scelta, sebbene razionalmente assurda: perché ci regala una scena di grande, sospesa, emozionante bellezza. La tesissima, fragile speranza di coloro che, da Grande Inverno, osservano la carica contro un nemico che non si vede; ma soprattutto le immagini indimenticabili di quelle fiaccole che esitano un attimo appena, incerte, e poi iniziano a spegnersi una ad una, inesorabilmente, inghiottite dal buio e dilaniate dal nemico che da quel buio è nascosto e rappresentato; e con esse il crollo delle incerte, esili, sospese speranze di coloro che, spettatori impotenti ed attoniti, le avevano aggrappate a quei frammenti di luce nel buio.
La scena delle fiamme che si spengono man mano, unico racconto da lontano di ció che sta accadendo agli uomini mandati all'attacco, tanto incompleto quanto inesorabilmente certo e compiuto nell'unica cosa che veramente ha importanza, non è solo poetica e potentissima, visivamente, nella sua semplicità (e già lo considero un piccolo capolavoro, riuscire a trasmettere tanto con tanto poco): è emblematica. Parla alla mente, oltre che al cuore, con estrema semplicità ed evidenza. Perché richiama e traduce in immagine semplicissima, basica, immediata proprio nel senso letterale di “senza necessità di mediazioni mentali”, uno dei due fili sottili e sinistri e inquietanti che, sin dall’inizio, percorrono tutto GOT ed Asoiaf: uno, l’incombere dell’Inverno; l’altro, appunto, il tema della notte, del buio. La notte buia e di terrori di cui parla Melisandre; la Lunga Notte; la notte che tutti attende. L’oscurità, lo Straniero; ciò che non conosci e non puoi vedere con lo sguardo, che si smarrisce in un buio impenetrabile in cui, tuttavia, senti, sai qualcosa di immane ti attende per distruggerti. La notte, contrapposta al tema della luce, più evidente nel libri che nella serie, penso, con l’idea della Spada dell’Alba e del -o della, ma penso "del"- Lightbringer. La metafora è tutt’altro che nuova, insita, per esempio, in molte religioni (penso ad una frase che amo moltissimo per scarna potenza, inesorabilità e aspra bellezza: “E gli uomini vollero le tenebre piuttosto che la luce”); ma questo non lo priva di intensità e fascino, anzi: si rifà al il nostro modo atavico, istintivo, primordiale di tradurre in qualcosa di visibile e tangibile l’eterna lotta, i due abissi tra cui siamo in bilico, tutti, come umanità, ed ognuno, come individuo, equilibristi precari e spaventati su un filo sottile teso tra le due voragini. E non solo quella sequenza ci mostra come, almeno in un primo tempo, la Notte inghiotta, strazi, annienti la Luce: in quelle immagini c’è la tutta l’impotenza, la disperata, quasi commovente piccolezza di quelle luci. Così minuscole, trascurabili, insignificanti, nell’immensità del buio che avvolge ed inghiotte tutto. Del buio che è tutto. C'è tutta la disperata, commovente piccolezza e miseria dell’Uomo di fronte alla notte, alla morte, ai propri terrori. Ai propri demoni. E c'è la consapevolezza di quanto, se ci si affida solamente alla logica, questa lotta sia vana, illusoria la resistenza, persa com’è, già a priori; una battaglia contro un avversario tanto soverchiante.
Questo dice Sandor, più volte; e questo dicono, dentro noi stessi, la logica e la ragione, quando affrontiamo avversari o terrori tanto più grandi di noi, o quando, semplicemente, vorremmo arrenderci di fronte alla pochezza e miseria dell’essere umano, al male e la bruttura che alberga nel suo cuore: che la lotta è inutile. Che ostinarsi, resistere è inutile. Arrenditi, e che la fine arrivi presto e non faccia troppo male.
Ma, talvolta, accanto a questa voce, se ne affaccia un’altra. Quella della fede, per chi la possiede. Quella della speranza, per chiunque. Speranza che spesso è irrazionale, va contro ogni considerazione logica, prescinde da ogni disincantato realismo: ma ti ripete, ostinata, cieca, assurda e forse folle, “Non cedere. Non ancora.”.
In Got arriverà Arya, a realizzare questa speranza: discutibilissimo deus ex machina, trovata che a moltissimi –ed io sono tra quelli- è apparsa fuori luogo, semplicistica, banale; uno sfregio al percorso umano di Jon, e mille altre cose. Ma non è di queste che voglio parlare. Penso alla vita, adesso; alla vita vera. La vita, in cui moltissime volte accade esattamente ciò che la ragione dice che accadrà: le esili fiaccole, minuscole contro il buio, si spengono nel tempo di un respiro. Ma in cui, altre volte, la luce, benchè esilissima, in qualche modo vince. Contro ogni previsione, contro ogni logica, contro ogni ragionamento. Non perché l’improbabile eroina badassica di turno arrivi a salvarci; ma perché siamo noi stessi gli artefici della nostra salvezza. Perché una folle, stupida, assurda speranza ci ha convinti a tenere accesa quella fiaccola minuscola, dentro di noi, mentre brancolavamo nel buio più fitto. Contro ogni previsione, contro ogni logica, contro ogni ragionamento.
Io sono d’accordo col tuo commento e la scena quando l’ho vista mi è piaciuta molto proprio per la sua poetica. Però il problema è pensare a posteriori che si è trattato comunque di una scelta strategica sbagliata. Ma sicuramente ai fini dell’episodio, del costruire la tensione che arriva all’apice nel finale funziona e in questo senso l’ho apprezzata molto.
23 hours fa, the neck dice:e sarebbe stata criticata in ogni caso, visto che, essendo il finale e attingendo a prescindere dal finale che loro conoscono, non a tutti potra piacere.....
e continuo a pensare che, avvicinandosi il finale, le singole conclusioni, chi compie certe azioni, dove arriva e tutto stiano condizionando troppo nel giudicare male l'intero prodotto(e trattasi sempre di minoranza mi pare).....soprattutto rispetto alle aspettative che uno ha e che magari ritiene siano non solo diverse, ma opposte nei libri, quando, mio personalissima opinione, saranno molto piu simili di quanto uno pensi....
nelle prime 4 stagioni ci sono stati episodi con cose ridicole nella sceneggiatura, o in una battaglia, o nel districare certe cose, ma siccome mancava ancora tanto alla fine e tutto era farina del sacco di quello che non pubblica era accettato praticamente a prescindere......
Molto d'accordo. Personalmente DeD non saranno perfetti ma adesso pare che ogni problema della serie sia riconducibile solo a loro.
E invece quando parliamo di archi narrativi intanto non possiamo sapere che cosa si siano inventati loro e cosa sia nei piani dell'autore (che ovviamente non lo dirà mai), poi fa comodo sperare che quello che non piace sia automaticamente una schifezza scritta da DeD quando la certezza non c'è. Da questo punto di vista l'unica certezza è che se un dato arco narrativo non soddisfa si può biasimare chi non lo ha scritto lasciando che fossero altri a dover intervenire oppure sempre chi lo ha pensato se effettivamente ricalca le linee guida. Ovvero in entrambi i casi l'autore.
È come un grande chef che abbandona un piatto a metà e qualcuno prova a finirlo.
E' sempre un dispiacere che quando tutti i lupi dovrebbero sollevarsi, un posto possa rimanere vuoto.
A man might befriend a wolf, even break a wolf, but no man could truly tame a wolf.
When the snows fall and the white winds blow,
the lone wolf dies, but the pack survives
Stark è grigio e Greyjoy è nero
Ma sembra che il vento sia in entrambi
@Stella di Valyria: Sono d'accordo con te. Per me quella é la scena piúbella della 8x3 (puntata che ho criticato aspramente). L'ho preferita nettamente ad altre scene come la morte di Lyanna o di Jorah (che pure apprezzo come personaggio). L'entusiasmo dei Dothraki (mi sarei gasata anch'io a loro posto) e poi la tensione e la paura
Mi ha ricordato un'altra scena diretta da Saphonick: quando nella 5x8 chiudono i cancelli e a un certo punto le urla di quelli che sono rimasti dall'altra parte si fermano e c'é quel minuto di silenzio. E ho apprezzato davvero tanto le reazioni di Jon e Dany: il primo concentrato sull'obiettivo (mi ha ricordato il Jon cartaceo), la seconda impulsiva e compassionevole.
"Gli dei esistono" ripetè a se stessa. "E anche i veri cavalieri. Tutto questo non può essere una menzogna".
Comitato Pro Brandon Stark; Comitato S.P.A. Salvate il piccolo Aemon (in difesa del figlio di Mance, del figlio di Gilly e di tutti gli altri bimbi di ASOIAF); Comitato QUANDO C'ERA LUI (Meglio Tywin di quella psicopatica di sua figlia); Comitato A.T.P.A. (Aemon Targaryen pro-pro-prozio dell'anno); Comitato E.S.S.S. (Eddard Stark Santo Subito); Comitato E.T.S.T. (Eddison Tollett li seppellirà tutti); Comitato M.E.F.H. (Martin esci fuori Howland) gemellato con M.E.F.W. (Martin esci fuori Willas); Comitato T.M.G.M.S. (Theon Mezzo Greyjoy Mezzo Stark); Comitato Y.L.J.E.M. (Ygritte levati, Jon è mio), Comitato T+S: Tyrion+Sansa (possibilmente a regnare su Castel Granito); Comitato Pro Jojen e Meera Reed; Comitato G.M.S.S. (Giù le mani da Sansa Stark); Comitato L'unico Vero Aegon (ovvero l'Egg delle novelle);
@Figlia dell' estate, sai che non me n'ero accorta? Davvero, quelle due scene si richiamano proprio tanto! In una curiosa complementarietà di colori diminanti: là era il bianco, qui il nero assoluto. Entrambi colori estremi, o piuttosto non-colori: efficacissimi per far pensare al nulla, che inghiotte tutto e tutti. Ed entrambe le scene lasciano, nello spettatore oltre che nei personaggi che vi assistono, un enorme senso di angoscia, anche se non si vede niente di ciò che è successo. Anzi: questo aumenta ancora l'effetto inquietante e fatale; e in modo molto più poetico che un lungo massacro pieno di dettagli. Sono la conferma che a volte un'idea vale quanto un enorme sfoggio di tecnica, effetti speciali e scene costose. Belle belle
%d/%m/%Y %i:%s, Lyra Stark dice:fa comodo sperare che quello che non piace sia automaticamente una schifezza scritta da DeD quando la certezza non c'è.
Già. Personalmente tendo a non stimarli molto. Però, c'è da dire che continuiamo a pensare a loro come se fossero totalmente liberi da vincoli e richieste: invece, sono di fatto dei lavoratori dipendenti della HBO. Che, quindi, dovranno seguire precise istruzioni: fate del fanservice, abbasstate il livello, inserite battutine per alleggerire la tensione e far sorridere il pubblico, non fate morire questo personaggio perchè al pubblico piace, o fate innamorare quei due, perchè il pubblico lo desidera o se lo aspetta... possibilissimo che queste cose siano richieste dall'alto, dato che l'HBO è una pay tv e, quindi, la volontà di assecondare il grande pubblico verosimilmente è prima di tutto sua.
Questo spiegherebbe l'alternarsi, altrimenti poco spiegabile, di cadute enormi con momenti molto più belli ed alti; come abbiamo visto spesso, ma in particolare in questa puntata (pensate alla trashata del NK che dura meno di un gatto in tangenziale e alla poesia commovente di come è stato reso l'epilogo ed il riscatto di Theon, per esempio).
@Lyra Stark quello intendo infatti.....
@Stella di Valyria complimenti per come hai descritto la carica dothraki, tra te e @JonSnow;(ma non solo ovviamente)è sempre un piacere leggere le vostre sensazioni e analisi delle varie scene!
" A Grande Inverno giuriamo la fedeltà della Torre delle Acque Grigie. Cuore e focolare e raccolto a te noi doniamo, mio lord. Le nostre spade, le lance e le frecce sono al tuo comando. Da’ misericordia ai nostri deboli, aiuta i nostri inermi e fa’ giustizia per tutti. Noi mai ti volteremo le spalle. Lo giuro sulla terra e sull’acqua. Lo giuro sul bronzo e sul ferro. Lo giuriamo sul ghiaccio e sul fuoco. "
@Stella di Valyriamolto bella la descrizione della carica che hai fatto. sono le stesse cose che ho provato io nel vedere la scena. putroppo però non riesco a non pensare ai troppi non-sense che ci sono nell'episodio. tipo ma perché stare fuori dalle mura contro un nemico che ha una strategia solo che è l'attacco frontale e feroce, dopo che x stagioni abbiamo sentito che 1 sulle mura vale 10 sotto. perché non fare fare ai draghi un anello di fuoco per circondare GI. e tante altre.
ok la poetica ma si poteva ottenere lo stesso grandi risultati stando nella logica del buonsenso.
visto poi la puntata 4 mi chiedo ancora perché nn fare una danza dei draghi tra jon e nk in quella scena stupenda sopra le nuvole/tempesta al chiaro della luna. e fare morire entrambi draghi nello scontro e non come sono morti dopo.
poi ritorno sul'attacco dothraki. ma se non arrivava a sorpresa melisandre la strategia era di attaccare totalmente al buio??
visto che paragone era con la battaglia del fosso di helm dove invece tutto ha un suo senso. l'attacco disperato arriva solo alla fine sperando nella promessa di gandalf, che poi arriva.
questi errori grossolani da un prodotto come got dove il "realismo" è sempre stato un punto fermo non riesco a mandarli giù.
Già! Alla questione Melisandre e buio non avevo pensato. Anche perchè il fuoco è un'ulteriore arma, oltre all'ossidiana, contro i non-morti. Forse, se lei non avesse infiammato gli arak (si scrive così?) si sarebbero portati delle fiaccole? Ma la scena lascia intendere che no, senza Mel si sarebbero buttati a capofitto nell'oscurità. In effetti, hanno voluto mostrare i poteri di Mel, anzichè dare ai Dotraki delle semplici torce, ma così hanno creato un'altra inconguenza enorme. Evidentemente il criterio è stato proprio privilegiare la spettacolarità e l'impatto emozionale (anche il momento in cui Mel compie la sua maglia, benchè ingenuotto, è di grande effetto visivo) alla logica. E dovendo scegliere tra le due, hanno sempre scelto la prima.
4 hours fa, rhaegar84 dice:visto che paragone era con la battaglia del fosso di helm dove invece tutto ha un suo senso. l'attacco disperato arriva solo alla fine sperando nella promessa di gandalf, che poi arriva.
Diciamo che personalmente non vedo tutto questo paragone che ha citato il regista: là si tratta di una difesa abbozzata all'ultimo in una roccaforte con salvamento di chiappe miracoloso sul finale, qui di una battaglia sia in campo che in ritirata ma con rotta totale contro un nemico che hanno avuto giorni e giorni per preparare e senza alcuna forza determinante alla fine. Se non ovviamente Arya.
E' sempre un dispiacere che quando tutti i lupi dovrebbero sollevarsi, un posto possa rimanere vuoto.
A man might befriend a wolf, even break a wolf, but no man could truly tame a wolf.
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Stark è grigio e Greyjoy è nero
Ma sembra che il vento sia in entrambi