Questa volta, devo spezzare una lancia a favore delle rinnovabili :lol:
Attualmente, un impianto da 3 kWp costa 16 000÷18 000 Euro (forse si riesce ad avere di qualità utile anche a meno, ma dovrei controllare i fornitori esteri); il solare fotovoltaico di per sé non è una bufala: costa, è vero, ma produce non poco e si ripaga energeticamente in nemmeno troppo tempo (mi pare di ricordare un massimo di tre÷cinque anni, attualmente). Non è conveniente economicamente, almeno al momento, ma di qui a definirlo una bufala penso ne corra.Continuo ad essere convinto che il solare sia una bufala. Il materiale con cui sono costruiti attualmente i pannelli commerciali permette un rendimento massimo teorico sull'energia solare del 44%. Certo ci sono altri materiali allo studio con prestazioni migliori ma i costi? Le disponibilità di questi materiali? Al giorno d'oggi la metratura per un'utenza da 3kW viene a costare oltre 20mila euro
Il solare termico è un altro discorso: il rendimento dichiarato non si sa dove vadano a pescarlo, visto che, dati teorici e pratici alla mano, non c'è nulla che lo giustifichi (rendimento massimo con il fluido proposto, 31,6%). Non posso confermare o smentire che la centrale di Priolo consumasse energia, ma piú di una volta, in sede ASPO-Italia (che tutto sono meno che contro le rinnovabili), ho sentito parlare di questa tecnologia in termini non esattamente idilliaci.
Parentesi: le "centrali di Rubbia", a quanto ne so, non è che abbiano chissà che di nuovo...
Sulle centrali a maree, comunque c'è da notare una cosa: possono avere energia, ma ovviamente solo quando c'è marea. Tempo fa mi dissero che, per qualche motivo, l'acqua viene mandata in turbina a fine marea (cosa che potenzialmente diminuisce la produzione); non so se sia vero, nel caso non saprei spiegarne il motivo.
Vera la questione delle torri eoliche, dubbie le altre: l'uranio continua ad aumentare in modo assurdo, e questo ovviamente si ripercuote sul costo dell'energia; e inoltre non cen'è moltissimo.Possiamo aspettare il collasso giocando con gli specchietti solari o possiamo installare qualche centrale nuova (magari a combustibile nucleare) e concentrare la ricerca sulla fusione controllata, tutto questo convincendo i verdi che qualche torre eolica in mare o in collina non ha mai ucciso nessuno
Esistono i reattori veloci, sono il primo a dirlo, e se si riuscisse a svilupparli sarebbe una gran cosa; ma attualmente, a quanto mi risulta, le tecnologie del caso non si sono ancora riuscite a sviluppare in modo effettivamente utilizzabile.
Sulla fusione controllata, non è altro che spostare il problema: almeno con le tecnologie attualmente sperimentate, si vanno ad usare materiali scarsamente presenti; e tra la fine del petrolio o di altri materiali, sempre fine della fonte utilizzata si tratta. Sicuramente è utile affiancare diverse metodologie di generazione, ma pensare di studiarne una come una sorta di "soluzione finale", utilizzando nel contempo materiali rari, non ha molto senso...
Giusto per evitare equivoci:
Rendimento massimo teorico, non raggiunto.rendimento massimo con il fluido proposto, 31,6%
rendimento massimo teorico con il fluido proposto, 31,6%
Ecco, concordo che non so bene da che dati abbiano tirato fuori il numero, ma è un rendimento troppo basso per giustificare quel tipo di centrali.
ovviamente solo quando c'è marea. Tempo fa mi dissero che, per qualche motivo, l'acqua viene mandata in turbina a fine marea (cosa che potenzialmente diminuisce la produzione); non so se sia vero, nel caso non saprei spiegarne il motivo
L'acqua viene immagazzinata in un serbatoio e poi lasciata defluire quando la marea si è abbassata.
Sulla questione uranio e derivate, l'era dei combustibili nucleari è ben lontana dal finire. Anche senza usare centrali con neutroni veloci è sufficiente fertilizzare il Torio 232 a Uranio 233, e di Torio 232 ne abbiamo un'infinità. La tanto cercata soluzione finale sarà sempre un divenire, purtroppo l'energia non si può creare dal nulla. Qualcosa va consumato e quindi si otterrà un qualche tipo di scoria o di inquinamento. La soluzione per i prossimi 30-40 anni è quella proposta da me, se vogliamo continuare ad usare il riscaldamento e il condizionatore.
Il problema è che se il rendimento elettrico dichiarato del 42,3÷45% (già tra loro incongruenti) fosse vero, si arriverebbe a un rendimento analogo a quello delle classiche centrali termoelettriche; il punto è che se il massimo è 31,6% è implicito che non si possa raggiungere un rendimento che superi il 40%.concordo che non so bene da che dati abbiano tirato fuori il numero, ma è un rendimento troppo basso per giustificare quel tipo di centrali
A parte questo, considerando che a parità di superficie un impianto fotovoltaico permette rese maggiori con meno casini, va da sé che questa tecnologia è preferibile.
Sí, questo lo so, ma non ne capisco esattamente il motivo: non potrei riempire il serbatoio, per poi aprirlo durant la marea, e poi o lasciarlo aperto, o chiuderlo nuovamente, in modo da non usarlo solo una volta nella singola marea?L'acqua viene immagazzinata in un serbatoio e poi lasciata defluire quando la marea si è abbassata
Magari è questione di rendimenti e simili, ma con adeguate turbine non si potrebbe fare?
Ti so dire che l'ASPO-Italia non è esattamente esultante all'idea del nucleare, per questioni tecnico-applicative; non ricordo d'aver letto qualcosa sulla questione del torio 232, chiederò lumi.Anche senza usare centrali con neutroni veloci è sufficiente fertilizzare il Torio 232 a Uranio 233, e di Torio 232 ne abbiamo un'infinità
Tanto, la soluzione la sappiamo tutti: il plutonio 186 :lol:
considerando che a parità di superficie un impianto fotovoltaico permette rese maggiori con meno casini, va da sé che questa tecnologia è preferibile
Certo, il solare fotovoltaico è migliore del solare termodinamico. Ripeto che secondo me l'uso migliore dell'energia solare è quello termico, con la produzione di acqua calda a livello di utenze domestiche o di piccole imprese (anche di grandi imprese ma non sarebbe un contributo apprezzabile probabilmente).
Per gli impianti a maree:
ovviamente per far girare le turbine è necessario un dislivello minimo, questo si raggiunge raccogliendo in bacino e aspettando che la marea cali. In pratica è come l'idroelettrico solo che qui ci sono piccoli dislivelli e portate enormi. Per quanto ne so io la tua idea non è applicata, forse la potenza prodotta sarebbe troppo bassa.
Torio 232:
con l'addizione di un neutrone si ottiene Uranio 233, come il 235 è fissile e quindi non necessita di reattori veloci; se non ricordo male ha prestazioni leggermente superiori per quanto riguarda i neutroni medi di fissione ma dovrei guardare nel manuale e adesso non ho voglia.
Non dico di no, ma reputo che anche il fotovoltaico, visti risultati e prospettive, non sia da disdegnare; del resto, se si vuole trovare un sostituto dei combustibili fossili anche a livello elettrico non ci si può limitare alla produzione locale di acqua sanitaria.il solare fotovoltaico è migliore del solare termodinamico. Ripeto che secondo me l'uso migliore dell'energia solare è quello termico, con la produzione di acqua calda a livello di utenze domestiche o di piccole imprese
Certo, ma esistono turbine che lavorano con un dislivello di pochi metri; inoltre, a seconda della durata della marea, magari sarebbe possibile far raggiungere quel dislivello limite piú volte, o riempire il serbatoio piú volte.ovviamente per far girare le turbine è necessario un dislivello minimo, questo si raggiunge raccogliendo in bacino e aspettando che la marea cali. In pratica è come l'idroelettrico solo che qui ci sono piccoli dislivelli e portate enormi
Poi, ripeto, non so perché non si faccia, e visto che non lo fanno magari non sarà nemmeno realizzabile praticamente/con rese utili; il perché non sia possibile, però, ancora mi sfugge.
Nel frattempo io ho chiesto approfondimenti, vediamo se arrivano.con l'addizione di un neutrone si ottiene Uranio 233, come il 235 è fissile e quindi non necessita di reattori veloci; se non ricordo male ha prestazioni leggermente superiori per quanto riguarda i neutroni medi di fissione ma dovrei guardare nel manuale
Comunque, stando a Wikipedia l'uranio 233 ha "elevati costi di produzione del combustibile, legati all'alta radioattività dell'uranio-233"; sapresti quantificare questi costi e il costo del torio 232, anche per valutare quale impatto avrebbe sul costo del chilowattora?
Usando uranio 233 quali sono i prodotti di reazione?
l'uranio 233 ha "elevati costi di produzione del combustibile, legati all'alta radioattività dell'uranio-233"; sapresti quantificare questi costi e il costo del torio 232, anche per valutare quale impatto avrebbe sul costo del chilowattora?
Elevati costi di produzione, dipende in che modo lo vai a produrre. Foderando le pareti del vessel con Torio si ottiene il 233 senza costi aggiuntivi. La produzione in questo modo non sarebbe sufficiente ma andrebbe a bilanciare i costi della produzione mirata. Quantificare in maniera precisa non mi è possibile, tuttavia penso che l'impatto non debba andare oltre 1-2%.
Ah quasi dimenticavo: il dislivello di un impianto a maree è di pochi metri, non oltre 10-12. Non si fanno più aperture perchè (credo) con un dislivello inferiore, e con durate inferiori della produzione il livello di potenza e la durata della fornitura sarebbero troppo bassi.
Vero, usano già le turbine cui bastano pochi metri, lapsus mio :unsure:il dislivello di un impianto a maree è di pochi metri
Ma una marea basterebbe a riempire/usare un solo serbatoio? Oppure, deriva dal fatto che sarebbe problematico immettere in rete una generazione "a impulsi" (nel senso, riempio, svuoto, riempio, svuoto, ecc.). ;)
sarebbe problematico immettere in rete una generazione "a impulsi"
Bè problematico forse non più di tanto, ma sicuramente non è il miglior modo di utilizzare un impianto. Il rendimento migliore si ha nel funzionamento stabile e continuato, come per tutti gli altri impianti del resto, quindi da un punto di vista economico non è il miglior utilizzo. Inoltre la rete, benchè la potenza derivata da questi impianti non sia enorme, deve reagire ad eventuali squilibri, questo ovviamente comporta sia un costo che un rischio. Aggiungo poi, come nota, che le reti di trasmissione in tutto il mondo sono piuttosto vecchie...e quindi i rischi devono essere ridotti il più possibile per evitare i black out che ultimamente sono aumentati.
"Problematico" nel senso che ogni volta che immetto quella potenza da qualche parte devo smettere di generarne un'analoga quantità, e quando finisco l'acqua dovrei riniziare; se fatto piú volte nella stessa marea, magari potrebbe creare problemi gestionali.problematico forse non più di tanto, ma sicuramente non è il miglior modo di utilizzare un impianto. Il rendimento migliore si ha nel funzionamento stabile e continuato, come per tutti gli altri impianti del resto, quindi da un punto di vista economico non è il miglior utilizzo
Comunque, direi che stante il riempimento del bacino l'impianto lavorerebbe in regime, e quindi rendimento, analogo; piuttosto, direi che il problema potrebbe essere l'accendi/spegni di altre centrali (con conseguente usura), che sarebbe necessario per permettere l'immisione in rete di quella potenza.
Uranio 233: a quanto ho saputo, al momento non ci sono centrali che funzionino con uranio 233, né sperimentazioni su larga scala, si rimane in ambito di laboratorio; inoltre, è stato fatto il calcolo del ritorno energetico di irradiare il torio e di separare l'uranio per metterlo nel reattore?
Parentesi: che problemi darebbe quella soluzione? Perché se non ne desse mi viene da chiedermi perché penare tanto per arricchire l'uranio 235, con relativi costi e casini, invece di adottare la soluzione del torio :unsure:
Uranio 233: a quanto ho saputo, al momento non ci sono centrali che funzionino con uranio 233, né sperimentazioni su larga scala, si rimane in ambito di laboratorio
A quanto ne so l'India basa il suo programma nucleare civile (e anche militare probabilmente) sul 233 viste la disponibilità di torio che ha a disposizione.
perché penare tanto per arricchire l'uranio 235, con relativi costi e casini, invece di adottare la soluzione del torio
Il 235 è in uso da 60 anni, i centri di arricchimento sono già costruiti e, visto quanto costano, verranno certamente sfruttati fino al limite. Come in ogni ambito iniziare una nuova filiera, anche se simile alla precedente, è una cosa che richiede tempo, volontà e programmazione. L'India pensa al 233, la Francia a consumare le riserve di 238 trasformandole in Plutonio 239 e usare i reattori che già si ritrova, il piano USA mi pare sia basato sui reattori veloci. Come hai giustamente detto il 235 non è infinito, e i paesi stanno pensando a come gestire i prossimi 50-60 anni, che saranno critici vista la situazione petrolifera, ed ognuno usa le risorse cha ha a disposizione.
Programma che però al momento è ancora tale, a quanto ho trovato sinora, non è ancora stato messo in essere in impianti.A quanto ne so l'India basa il suo programma nucleare civile (e anche militare probabilmente) sul 233 viste la disponibilità di torio che ha a disposizione
Questo sicuramente; ma se consideri l'incremento del prezzo dell'uranio 235 (siamo oltre il 200% annuo, mediamente), e la sua relativamente scarsa disponibilità, sarebbe logico che qualcosa sull'uranio 233 si fosse già fatto, anche per non trovarsi "di punto in bianco" nella necessità di avere quel combustibile, ma dovendo ancora sviluppare tutto.Il 235 è in uso da 60 anni, i centri di arricchimento sono già costruiti e, visto quanto costano, verranno certamente sfruttati fino al limite
Si sa il costo economico degli impianti per fare l'uranio 233? Qualcuno ha fatto un bilancio energetico, comprensivo di costi di irraggiamento e separazione?
Complimenti a tutti, e chi ha proposto questo argomento dell'energie, a me molto caro, anche se non ne capisco tantissimo, però mi piace seguire l'evolvere di nuove fonti, sopratutto quelli rinnovabili.
In proposito, dato che io faccio parte di un gruppo scout, abbiamo sviluppato una ricerchina delle varie fonti nel nostro paese (Gualdo Tadino) attraverso un progetto e ci siamo concentrati soprattuto sull'eolico, dato che il comune aveva pensato di impiantare delle pale eoliche nel territorio, che però ha incontrato alcuni problemi.
Speriamo che la situazione evolva in bene, ci siamo informati direttamente all'assessore sulla realtà dell'eolico, sulle possibili alternative, e abbiamo fatto anche un sopralluogo delle varie pale che ci sono qui vicino più anche un intervista a delle persone comuni per sapere cosa ne pensavano dell'eolico. Noi abbiamo lanciato un sassolino, in base alle nostre ricerche, poi chissà, se almeno al paese gl'abbiamo un po chiarito le idee. Questo era il nostro obiettivo, non so se vi interessa molto cmq abbiamo fatto, dei nostri 3 lavori, un video, raggiungibile da qua:
http://it.youtube.com/watch?v=8WgG7VFEbDw parte prima
http://it.youtube.com/watch?v=lcY9LQ1tJN0&...ted&search= parte seconda
http://it.youtube.com/watch?v=lcY9LQ1tJN0&...ted&search= parte terza
Buona visione, per chi interessa, bye a presto
Se serve qualche info potete sempre contattarmi...
Vi segnalo un articolo a cura dell'ASPO-Italia sull'energia nucleare :huh: