Sì sì ovviamente intendevo il 100% come picco massimo raggiungibile a pannelli nuovi di zecca....
Chieste conferme; è plausibile che si perda un punto percentuale di rendimento annuo (rispetto al rendimento, ossia passare dal 10÷20% al 9,9÷19,8%); avvicinarsi molto al 100% non dovrebbe essere fattibile per vari problemi (perdite dovute alle celle, alla luce, ecc.); per motivi costruttivi il rendimento della cella peggiore limita il rendimento dell'intero modulo.
Non ho avuto conferme sul fatto che il rendimento diminuisca all'aumentare della temperatura, e sul 50% di rendimento ottenuto in ambito aerospaziale (bisognerebbe anche vedere come sarebbe stato calcolato).
Aggiunta: il 10÷20% di rendimento va diminuito in base al rendimento dell'impianto di conversione/trasformazione/filtraggio, quindi dovrebbe diminuire ulteriormente (parte aggiunta nel messaggio iniziale).
Un paio di aggiunte (le parti aggiunte sono quelle sottolineate):
Sull'idroelettrico: «alcune hanno serbatoi, e per mantenere la riserva di notte possono assorbire energia per rimandare a monte l'acqua (cosa che comunque le porta a consumare piú di quanto producano; sono utili perché consumano di notte, quando c'è poca richiesta, e producono di giorno, quando ce n'è molta)».
Sul solare fotovoltaico: «rendimenti bassi, innanzitutto, 10÷20% (il 5% nominato in altra sede è relativo alle celle termiche, non a quelle elettriche), che inoltre scendono all'aumentare della temperatura (e il pannello si scalda, durante il funzionamento) e diminuiscono dell'1% annuo, e che dovrebbero diminuire ulteriormente per il rendimento dell'impianto di conversione/trasformazione/filtraggio».
Aggiungo un'interessante informazione data da Vipera Rossa di Dorne in Energia nucleare...: ci sono limiti fisici per cui non si può sfruttare piú del 59% dell'energia del vento; considerando quanto detto prima (rendimento del generatore eolico 72÷76%), nell'ipotesi che il rendimento dato sia calcolato usando la potenza alla pala significa che un generatore eolico a oggi sfrutta il 43÷45% (che sarebbe il rendimento calcolato usando la potenza del vento) dell'energia del vento, e il rendimento ideale sarebbe, appunto, del 59%.
Inoltre, il rendimento teorico massimo dei pannelli fotovoltaici al silicio sarebbe del 44%.
Aggiornamenti usciti nella discussione sul nucleare >_>
Eolico: «producono in funzione della velocità del vento: se è troppo bassa producono poco, se è troppo alta si devono disattivare. Hanno problemi di impatto visivo e acustico, e presentano rischi per i volatili. Rendimenti teoricamente alti (72÷76% riferito alla potenza sulla pala), però fortemente ridotti dalla dipendenza dalla presenza intanto del vento, e poi del vento giusto; rendimento massimo raggiungibile, riferito alla potenza del vento, 59% (per limiti fisici)».
Solare fotovoltaico: «rendimenti bassi, innanzitutto, 10÷20% (il 5% nominato in altra sede è relativo alle celle termiche, non a quelle elettriche), che inoltre scendono all'aumentare della temperatura (e il pannello si scalda, durante il funzionamento) e diminuiscono dell'1% annuo, e che dovrebbero diminuire ulteriormente per il rendimento dell'impianto di conversione/trasformazione/filtraggio; rendimento massimo raggiungibile, 44% (con pannelli al silicio)».
@ Mornon: Oggi è stata pubblicata una tua lettera sul corriere? :figo:
No, di cosa parlava? :figo:
Sui fulmini: ho avuto conferme di quanto detto: già ci sarebbero problemi nel fatto che non sono controllabili e nel fatto che non ne cadono poi molti, inoltre si aggiungerebbe il problema di captarli, nonché quello dell'isolamento (non dovrebbe essere carbonizzato dal fulmine), e tutto questo senza parlare del fatto che hanno pochissima energia.
Ho appena letto su un articolo online di una Centrale Solare Termodinamica, idea sviluppata da Carlo Rubbia. (in realta' si parlava del fatto che Rubbia andra' a costrurila in Spagna perche' in Italia non gli e' stato permesso, ma non e' questo il discorso).
Si parla di essa come pulita e in grado di produrre elevati livelli di potenza. Ne sapete qualcosa ?? piu' che altro mi interessava il prinicipio di funzionamento .....
Qui l'articolo che in realta' e' l'editoriale di Newton di Maggio che pero' non ho ancora trovato in edicola e quindi non so quanto diranno nell'articolo vero e proprio
Dunque il solare termodinamico si basa sulla grande concentrazione di potenza termica per produrre vapore e quindi avere un ciclo termodinamico per generare elettricità con l'espansione in turbina. Una centrale di tipo solare termodinamico è molto costosa e complicata perchè ogni pannello deve essere perfettamente orientato nel fuoco altrimenti non si raggiungono le concentrazioni di potenza volute. Da notare poi che il pannello deve "seguire" il Sole quindi ci deve essere un dispositivo di puntamento; inoltre ci sono le solite controindicazioni tipiche: nuvole, pioggia, notte. Non so che pontenze si possano raggiungere, posso però dire con assoluta certezza che in termini di impatto ambientale è una mostruosità...si tratta di impegnare superfici enormi per potenze che sarebbero (credo) modeste. Inoltre non dimentichiamo l'impatto che ha la costruzione di pannelli. Quindi credo che in generale usare il solare per produzione concentrata di grandi potenze sia una sfida persa, il solare ha come unica soluzione praticabile quella della produzione distribuita.
Per quanto riguarda il caso Rubbia non so, a quanto ne sapevo io la centrale in Sicilia era stata costruita e inaugurata per motivi di facciata...poi in realtà non veniva fatta funzionare perchè in consuntivo CONSUMAVA energia invece di produrne. Per questo poi Rubbia ha avuto dei problemi con la direzione e con i progetti successivi visto l'insuccesso che aveva avuto questo. Questo sul caso Rubbia è emerso parlando con il mio professore di Energetica il quale poi ha aggiunto migliaia di particolari che ora non ricordo...
Ragazzi,riposto qui un'articolo preso da ecoblog (www.ecoblog.it) :figo:
Nucleare contro Rinnovabili. Ambientalisti a confronto
giovedì 04 maggio 2006 00:00:17 CEST da eugenio
Nucleare contro rinnovabili, James Lovelock contro Zac Goldsmith. Due pesi massimi del pensiero ambientalista si sono confrontati in un carteggio pubblicato dal Daily Telegraph. Per chi non lo sapesse, Lovelock si è recentemente convertito all’opzione nucleare come minore dei mali per combattere l’effetto serra ed affrontare l’imminente crisi di estrazione dei combustibili fossili. Di seguito ho schematizzato gli argomenti - molto interessanti - portati da entrambi.
James Lovelock:
- Il riscaldamento globale è ormai un fenomeno irreversibile.
- Le energie rinnovabili sarebbero state la soluzione ma è troppo tardi, dovevano affermarsi un secolo fa.
- In prospettiva le uniche fonti rimaste sono carbone e nucleare.
- L’energia nucleare è l’unica fonte sicura ed economica.
- L’uranio è disponibile nei prossimi decenni a venire.
- Si potrebbe pensare al risparmio energetico, ma bisognerebbe che i governi siano in grado di imporlo.
- Laddove le energie rinnovabili si sono affermate, come in Germania, la Co2 non è diminuita.
- Gli argomenti contro il nucleare poggiano su basi irrazionali. Se un aereo si schiantasse contro una centrale non causerebbe vittime ad eccezione dei passeggeri dell’aereo stesso.
- I costi di gestione non sono esorbitanti.
Zac Goldsmith:
- Il nucleare è così costoso che senza un massiccio sostegno dello Stato non esisterebbe.
- Un programma di riduzione degli sprechi potremmo risparmiare l’equivalente del doppio dell’energia attualmente prodotta dal nucleare e ad un costo decisamente inferiore.
- Anche il nucleare genera Co2. Ogni tappa del ciclo, ad eccezione della fusione, genera Co2.
- Il mondo finanziario degli Stati Uniti ha rifiutato il nucleare proprio per i costi.
- Secondo il consorzio British Nuclear Fuels lo scenario di un aereo che si schianta contro una centrale sarebbe una catastrofe “inimmaginabile”. E l’Agenzia internazionale dell’energia atomica (Aiea) condivide questa opinione.
- Secondo alcuni scenari la disponibilità di uranio nei prossimi anni non va molto oltre a quella di petrolio e gas.
La discussone, ad ogni livello, è molto interessante.
Posso assicurarvi una cosa:
la disponibilità di uranio nei prossimi anni non va molto oltre a quella di petrolio e gas
Impreciso: la disponibilità di uranio sarebbe bassa se non avessimo (e fortunatamente le abbiamo) le tecnologie per i reattori veloci, veloci autofertilizzanti e a metalli pesanti. In questo modo lo sfruttamento del potenziale dell'uranio passa dal 4% al 99%.
Se un aereo si schiantasse contro una centrale non causerebbe vittime ad eccezione dei passeggeri dell’aereo stesso.
Potrà sembrare strano ma è vero..
Il nucleare è così costoso che senza un massiccio sostegno dello Stato non esisterebbe
Assolutamente falso, negli Stati Uniti non ci sono assolutamente interventi di tipo statale..
Anche il nucleare genera Co2. Ogni tappa del ciclo, ad eccezione della fusione, genera Co2
Sarei curioso di sapere in quale punto della reazione Uranio+Neutrone=Kripton+Bario+3Neutroni compare la CO2...
No, di cosa parlava? :(
Sui fulmini: ho avuto conferme di quanto detto: già ci sarebbero problemi nel fatto che non sono controllabili e nel fatto che non ne cadono poi molti, inoltre si aggiungerebbe il problema di captarli, nonché quello dell'isolamento (non dovrebbe essere carbonizzato dal fulmine), e tutto questo senza parlare del fatto che hanno pochissima energia.
Parlava di come con l'auto elettrica non si elimini il problema delle fonti fossili, ma lo si sposti e basta, cosa che penso tu abbia ripetuto un centinaio di volte solo sul forum. Inoltre era firmata Fabio e se non mi sbaglio tu ti chiami Fabio, no? :wub:
inoltre ci sono le solite controindicazioni tipiche: nuvole, pioggia, notte
tratto da quiAl posto del vecchio olio infiammabile abbiamo una miscela di sali fusi che non causa problemi e consente di accumulare l'energia in moda da renderla disponibile in ogni momento, anche quando non c'è il sole, in modo da ottenere la flessibilità richiesta dal mercato.
Non so se sia attendibile e che grado di accumulazione si possa raggiungere ......
Non so che pontenze si possano raggiungere, posso però dire con assoluta certezza che in termini di impatto ambientale è una mostruosità...si tratta di impegnare superfici enormi per potenze che sarebbero (credo) modeste.
"Basta" un quadrato di tre chilometri di lato, la lunghezza di una pista di aeroporto, per ottenere la stessa energia di una centrale nucleare .... direi che pochissimo non è visto che inoltre questo quadrato sarebbe solo il sistema di specchi a cui bisogna aggiungerci gli impianti di trasporto e stoccaggio .... quelli che non sono contenti dell'eolico perchè rovina il paesaggio non so quanto apprezzerebbero un quadrato di pannelli che si stende a perdita d'occhio e ce ne vorrebbero certo più di uno per sostituire un numero significativo di nucleari o termoelettriche classiche
Su che basi sostieni che basta un quadrato di 3 km di lato?
Su che basi sostieni che basta un quadrato di 3 km di lato?
Basi mie nessuna, c'è semplicemente scritto nell'articolo che ho linkato all'inizio del post. :(