Entra Registrati
Commenti su film appena visti
D di Darrosquall
creato il 25 luglio 2005

S
sharingan
Confratello
Bannato
12774 messaggi
sharingan
Confratello

S

Bannato
12774 messaggi
Inviato il 11 luglio 2011 8:35

Transformers 3 di Michael Bay con Shia LaBeouf, Josh Duhamel, Rosie Huntington-Whiteley, John Malkovich

Trama inutile ed inesistente, un pochino meglio del secondo film ma neppure troppo, durata eccessiva, scene esagerate, prolisse e pure un po' stancanti, attori-macchiette e belle gnocche. Una saga che era iniziata bene ma che pian-piano sta diventando l'emblema del trash baraccone e casinaro. Non che questi elementi non fossero presenti anche nel primo episodio, ma almeno lì erano più diluiti e c'erano anche più momenti ironici e spassosi. Con l'andare del tempo invece Bay si diletta sempre di più nell'inserire scene spaccatimpani ed esagera volutamente. Alla fine si ha la tentazione di mollare la sala. VOTO: 1,5/5


 

« I met a traveller from an antique land
Who said: Two vast and trunkless legs of stone
Stand in the desert. Near them on the sand,
Half sunk, a shatter'd visage lies, whose frown
And wrinkled lip and sneer of cold command
Tell that its sculptor well those passions read
Which yet survive, stamp'd on these lifeless things,
The hand that mock'd them and the heart that fed.
And on the pedestal these words appear:
"My name is Ozymandias, king of kings:
Look on my works, ye Mighty, and despair!"
Nothing beside remains. Round the decay
Of that colossal wreck, boundless and bare,
The lone and level sands stretch far away. »

 

S
satan_shark
Confratello
Utente
303 messaggi
satan_shark
Confratello

S

Utente
303 messaggi
Inviato il 11 luglio 2011 11:37

Forse il 2° è stato anche un po' meglio di questo qui, almeno un po' di trama cel'aveva.

In questo qui la trama per buona metà del film è stata la nuova fidanzata di Witwicky e nella seconda metà (quella venuta peggio) la vera e propria trama del film.

Purtroppo l'ultima ora di film è letteralmente da buttare, tutto un susseguirsi di non-sense e di scene attaccate assieme con uno scotch di pessima qualità...

 

Basti pensare solo alla missione di riconquista di Chicago:

- La città è deserta, non c'è 1 solo civile in compenso è pieno delle loro auto!

- L'esercito manda ben 6 volontari, ai quali si unisce Witwicky che deve andare a recuperare la fidanzata (che sta sempre in mezzo) e sapendo che devono andare contro i Decepticon pensano bene di armarsi di fucili e pistole, e ridurre al minimo granate, razzi ed esplosivi.

- Per queste 7 persone vengono usati ben 5 aerei da trasporto, anche se sono tutti sullo stesso aereo (gli altri sono andati per far compagnia e morire).

- I soldati si lanciano con una tuta alare da circa 100m di quota, eseguendo acrobazie e planate. Anche lo stesso Witwicky (che non avrà mai usato una cosa del genere in vita). Ovviamente secondo logica si sarebbero dovuti schiantare a terra dopo pochi secondi...

- I Palazzi della città sono letteralmente indistruttibili! I missili non gli fanno niente, se li tranci a metà non crollano neppure sotto il loro stesso peso o se un altro palazzo gli crolla sopra.

- I Navy Seals nella fontana? Con pinne, fucile ed occhiali? Messi lì così a caso, non si sa come ci sono arrivati, ma servivano perchè dovevano "Illuminare" il bersaglio dei missili cruise.

- Gli Autobot? Ora ci sono, poi spariscono per una 20ina di minuti...poi tornano poi spariscono dinuovo...

- E così via fino alla fine finchè la fidanzata di Witwicky (eh si un nome non cel'ha, ma ha altri argomenti di discussione) va da Megatron (ridotto ad un cassone ambulante) e gli dice "Ma ti rendi conto che Sentinel Prime ti sta fregando il posto?" e questo casca dalle nuvole come se per tutto il film non si fosse accorto che Sentinel Prime lo comandava a bacchetta...

 


B
Blindevil
Confratello
Utente
3578 messaggi
Blindevil
Confratello

B

Utente
3578 messaggi
Inviato il 16 luglio 2011 23:31

Immagine inserita

 

Fist of legend, di Gordon Chan. Con Jet Li, Siu-hou Chin, Ada Choi, Shinobu Nakayama, Yusuaki Kurata. Shanghai, 1937. Chen Zhen, esperto di arti marziali, ha intenzione di vendicare il suo maestro, ucciso con l'inganno durante un incontro dagli invasori giapponesi. Ma il suo amore per una ragazza nipponica, e la rivalità all'interno della sua scuola di kung-fu, metteranno a dura prova i suoi intenti. Dopo Bruce Lee, tocca a Jet Li vestire i panni di Chen Zhen, personaggio popolare dei racconti cinesi. Il film di Gordon Chan riesce a catturare lo sguardo sia per le impeccabili performance coreografiche che per l'ottima caratterizzazione dei personaggi, non priva anche di una riuscita ironia, e per una volta tanto non tutti i giapponesi vengono visti sotto il classico stereotipo di cieca crudeltà, instaurando un'atmosfera di tolleranza sottolineata anche dalla love story del protagonista. Avvincente.

 

http-~~-//www.youtube.com/watch?v=FmJ0DIcnlEo


B
Blindevil
Confratello
Utente
3578 messaggi
Blindevil
Confratello

B

Utente
3578 messaggi
Inviato il 17 luglio 2011 4:01

Immagine inserita

 

Noriko's dinner table, di Sion Sono, con Kazue Fukiishi, Ken Mitsuishi, Yuriko Yoshitaka, Tsugumi. La diciasettene Noriko scappa di casa per fuggire dalla vita di provincia e finisce a lavorare per un'agenzia che "affitta" famiglie. La sorella più piccola la segue qualche mese dopo, lasciando però degli indizi che permettano al padre, giornalista, di ritrovarle. E nel mentre il misterioso club dei suicidi esige le sue vittime. Sion Sono riprende in parte la narrazione di uno dei suoi cult, Suicide club, mostrandoci però un punto di vista diverso e perfettamente fruibile anche a sé stante. Ne esce fuori una lunga e commovente storia, divisa in quattro atti quanti i suoi protagonisti, che offre diversi spunti sulla condizione della famiglia giapponese. Con un quasi continuo, ma mai disturbante, uso della voce fuori campo, mezzo migliore in questo caso per mostrare i pensieri dei personaggi, accompagnato da una perenne e non invasiva colonna sonora, l'autore trascina lo spettatore per quasi tre ore in una storia al contempo grottesca e delicata, che mette in mostra, tra dramma e qualche breve eccesso splatter, perlopiù proveniente dalle immagini del sopracitato Suicide Club, tutta la sua ammaliante poliedricità. Potente.

 

http-~~-//www.youtube.com/watch?v=xRmpIwJQLFw


E
Eddard Seaworth
Confratello
Utente
6680 messaggi
Eddard Seaworth
Confratello

E

Utente
6680 messaggi
Inviato il 17 luglio 2011 11:11

Immaturi, bellissima commedia italiana ma con un umorismo finalmente "alto" (per intenderci, lontano dalla solita crasse risata e dai dialoghi ricolmi di parolacce), che fa leva sulla bravura degli attori e sull'incubo di molti (almeno per me: se mi dicono che devo ripetere l'esame di maturità mi suicido!), che sfiora certi problemi del nostro tempo. Il classico gruppo di amici veri che si ritrova dopo anni è una costante, ma nello specifico non è affatto banale.

voto 10


B
Blindevil
Confratello
Utente
3578 messaggi
Blindevil
Confratello

B

Utente
3578 messaggi
Inviato il 18 luglio 2011 1:17

Immagine inserita

 

Psychic - Haunters, di Min-Suk Kim. Con Gang Dong-Won, Ko Soo, Enes Kaya, Abu Dodd, Jung Eun-Chae. Cho-in è nato con il potere di controllare le menti altrui tramite lo sguardo. Rifiutato sin dall'infanzia dai suoi stessi genitori, che cercarono di ucciderlo, sceglie di usare il suo "dono" per i propri interessi, non facendosi scrupoli di uccidere. Ma quando sulla sua strada incontra il giovane operaio Gyu Nam, unico in grado di resistere alle sue capacità psichiche, la lotta tra i due diventa forsennata. L'esordio di Min-Suk Kim è un film tanto interessante quanto imperfetto, che ci mostra un indubbio talento visivo accompagnato da diverse debolezze e forzature in fase di sceneggiatura e caratterizzazione dei personaggi. Se i due antagonisti principali riescono a farsi comunque ricordare, la presenza di macchiette che vorrebbero garantire una carica comica lasciano un pò il tempo che trovano, trasportando l'atmosfera dark che si respira a tratti in un calderone non del tutto riuscito. Ma alcune sequenze, su tutte la "pioggia di corpi" e il volo finale, rimangono impresse a lungo. Altalenante.

 

 

http-~~-//www.youtube.com/watch?v=EAdYEl-nZaU


S
sharingan
Confratello
Bannato
12774 messaggi
sharingan
Confratello

S

Bannato
12774 messaggi
Inviato il 18 luglio 2011 8:38

Harry Potter e i Doni della Morte: Parte II di David Yates con Daniel Radcliffe, Emma Watson, Rupert Grint, Ralph Fiennes

La decisione della produzione di dividere l'ultimo volume della saga del maghetto in due film aveva suscitato diverse perplessità, soprattutto dopo la visione di HP parte 1. Un film inconcludente, noioso, prolisso e a tratti inutile. Tutto il contrario della seconda parte che è invece movimentata, coinvolgente e brillante. L'ultimo film è sostanzialmente un buon lungometraggio d'azione, in cui vengono mantenuti ampiamente i contenuti del libro, ma con un sovrappiù di effetti speciali volti a rendere il tutto più colossale ed epico. Mi riferisco soprattutto alla battaglia finale che, senza raggiungere le vette de "Il signore degli anelli", è comunque ben fatta es emozionante al punto giusto. L'aspetto visivo, in cui sono anche da comprendere le belle scenografie, i costumi e tutto il resto del comparto, è quindi l'elemento più riuscito. Anche la sceneggiatura si assesta su un buon livello di linearità, rendendo anche ai non-potteriani un'agevole comprensione degli avvenimenti. Certo alcuni passaggi non sono del tutto chiari, ma si tratta per lo più di forzature dovute alle mancanze dei film precedenti in cui si tendeva sempre a dire troppo poco e ad essere il meno chiari e precisi possibile. Qualche scena aggiunta non manca di una certa concessione al "pacchiano", ma sono errori che possono essere perdonati. Una menzione speciale ad Alan Rickman che verso la fine del film strappa la scena a tutti con un'interpretazione forte e commovente. Forse il miglior film della saga. VOTO: 3,5/5


 

« I met a traveller from an antique land
Who said: Two vast and trunkless legs of stone
Stand in the desert. Near them on the sand,
Half sunk, a shatter'd visage lies, whose frown
And wrinkled lip and sneer of cold command
Tell that its sculptor well those passions read
Which yet survive, stamp'd on these lifeless things,
The hand that mock'd them and the heart that fed.
And on the pedestal these words appear:
"My name is Ozymandias, king of kings:
Look on my works, ye Mighty, and despair!"
Nothing beside remains. Round the decay
Of that colossal wreck, boundless and bare,
The lone and level sands stretch far away. »

 

S
sharingan
Confratello
Bannato
12774 messaggi
sharingan
Confratello

S

Bannato
12774 messaggi
Inviato il 18 luglio 2011 12:14

Il cigno nero di Darren Aronofsky con Natalie Portman, Mila Kunis, Vincent Cassel, Winona Ryder

Al New York City Ballet il coreografo Thomas Leroy decide di sostituire la prima ballerina, ormai nella fase calante della carriera, con la più giovane Nina. La rappresentazione del momento è "Il lago dei cigni" e Nina deve interpretare sia la parte di Odette, il cigno bianco, personaggio puro ed innocente, sia la gemella cattiva Odile, ovvero il cigno nero, cattiva, sensuale e dominatrice. Nina si trova perfettamente a suo agio nella parte del cigno bianco, ma non riesce a rendere per nulla il carattere di quello nero, troppo lontano dalla sua personalità e dal suo modo di essere. Così Leroy cerca di spingere Nina a far emergere dentro di sè questo lato nascosto della sua personalità in modo da poterlo poi esprimere anche sul palcoscenico. La ricerca del doppio malvagio avrà però pesanti ripercussioni sull'equilibrio psicofisico della ballerina. Tema abbastanza semplice, reso in modo abbastanza soddisfacente e sorretto da un egregio insieme di elementi, all'apice dei quali si staglia Natalie Portman, con un'interpretazione che le è valsa il meritato Oscar per la miglior attrice. Come in "The Wrestler" con Rourke (precedente film di Aronofsky), anche in questo caso il risultato non sarebbe stato lo stesso senza un attore di questo calibro a reggere l'intera vicenda. Le analogie tra i due film non si fermano qui: la solitudine, il fallimento familiare, l'autolesionismo, l'impatto del corpo sulla psiche, il senso di estraneità al mondo circostante, etc.... sono elementi che vengono rappresentati in abbondanza. Un difetto lo si può trovare nella scarsa originalità, soprattutto nel finale o nell'utilizzo alternato di verità e finzione in un modo un po' troppo telefonato e prevedibile. Ma non è detto che una bella storia debba essere per forza originale ed innovativa, soprattutto quando è raccontata con questa perizia ed efficacia. VOTO: 4/5


 

« I met a traveller from an antique land
Who said: Two vast and trunkless legs of stone
Stand in the desert. Near them on the sand,
Half sunk, a shatter'd visage lies, whose frown
And wrinkled lip and sneer of cold command
Tell that its sculptor well those passions read
Which yet survive, stamp'd on these lifeless things,
The hand that mock'd them and the heart that fed.
And on the pedestal these words appear:
"My name is Ozymandias, king of kings:
Look on my works, ye Mighty, and despair!"
Nothing beside remains. Round the decay
Of that colossal wreck, boundless and bare,
The lone and level sands stretch far away. »

 

B
Blindevil
Confratello
Utente
3578 messaggi
Blindevil
Confratello

B

Utente
3578 messaggi
Inviato il 19 luglio 2011 3:43

Immagine inserita

 

Acqua tiepida sotto un ponte rosso, di Shohei Imamura. Con Koji Yakusho, Mitsuko Baisho, Mansaku Fuwa, Misa Shimizu. Un quarantenne, licenziato e prossimo al divorzio, arriva in un piccolo villaggio nel quale un suo vecchio amico, da poco scomparso, gli ha confidato essere nascosto un tesoro, una statua di buddha d'oro. L'oggetto si troverebbe nella casa di Saeko, una donna misteriosa che ha il potere di liberare da sé stessa, durante il rapporto sessuale, una quantità d'acqua tale da far rifiorire i fiori e attirare al fiume vicino frotte di pesci. L'acqua come simbolo di vita permette a Shohei Imamura di realizzare una delle sue opere più leggere e ironiche, nel senso più alto del termine. Due ore di divertimento non prive di una profondità di tematiche che sono allo stesso tempo un inno alla vita semplice, al di fuori del grigio delle metropoli, dove ricominciare da zero il proprio cammino. Con un lieve erotismo e una rosa variopinta di personaggi indimenticabili, il maestro allora settantacinquenne, ci regala una storia tra fantasia e realtà che ci immerge in luoghi, complice una splendida fotografia, in cui distaccarsi dalla routine di ogni giorno, cinematografica e non. Arioso.

 

 

http-~~-//www.youtube.com/watch?v=8ps-_tLX4u0


B
Blindevil
Confratello
Utente
3578 messaggi
Blindevil
Confratello

B

Utente
3578 messaggi
Inviato il 19 luglio 2011 6:42

Immagine inserita

 

Late August at the Hotel Ozone, di Jan Schmidt, con Jitka Horejsi, Ondrej Jariabek, Vanda Kalinová, Alena Lippertová. Una donna e un gruppo di giovani ragazze vagano in un mondo alla rovina, alla ricerca degli ultimi scampoli dell'umanità. Quando incontrano un vecchio, da vent'anni rimasto nella più completa solitudine all'Hotel Ozone, le cose sembrano mettersi per il meglio, ma... Sulle tracce di Tarkovskij, più nella forma che nella sostanza, un semisconosciuto capolavoro della cinematografia cecoslovacca. Scarno, fatto di sguardi e di silenzi, di desolati paesaggi boschivi e di costruzioni diroccate, è un ritratto della condizione umana in situazioni estreme, che trasforma inevitabilmente anche gli essere più innocenti in bestie senza morale. Si respira per tutto il film la desolazione di un mondo allo sfascio, soprattutto grazie alla bravura dei protagonisti, in grado di rendere questa pagina di feroce realtà nel migliore dei modi, indagando acutamente e senza artifizii di sorta nei meandri più oscuri e selvaggi delle nuove, forse ultime, figlie della Terra. Brutale.

 

 

http-~~-//www.youtube.com/watch?v=nCE5sdKSDR0&feature=related


S
StarkfromJugoslavija
Confratello
Utente
973 messaggi
StarkfromJugoslavija
Confratello

S

Utente
973 messaggi
Inviato il 21 luglio 2011 1:24

Acqua tiepida sotto un ponte rosso, di Shohei Imamura.

Un film che non ha bisogno di troppe parole, si lascia guardare che è una meraviglia!


B
Blindevil
Confratello
Utente
3578 messaggi
Blindevil
Confratello

B

Utente
3578 messaggi
Inviato il 21 luglio 2011 6:30

 

Acqua tiepida sotto un ponte rosso, di Shohei Imamura.

Un film che non ha bisogno di troppe parole, si lascia guardare che è una meraviglia!

 

Ja ja, ancora grazie per il consiglio <img alt=" />

 

 

Immagine inserita

 

The beast stalker, di Dante Lam. Con Nicholas Tse, Jingchu Zhang, Nick Cheung, Kai Chi Liu, Sherman Chung. Durante un inseguimento, l'ispettore Tong uccide accidentalmente una bambina rapita, figlia dell'avvocato Ann Gao, alle prese con un grosso caso contro un boss della mafia. Tre mesi dopo anche l'altra figlia della donna viene rapita, affinchè ella nasconda delle prove all'imminente processo. Toccherà a Tong, ancora arso dai sensi di colpa, cercare di salvarla. Solidissimo poliziesco made in Hong Kong, serrato e teso sino agli ultimi istanti, con una parte drammatica convincente e toccante, nella quale anche le motivazioni del rapitore assumono un loro significato. Spettacolari inseguimenti tra le viuzze di Hong Kong, scene madri potenti e mai banali, un finale che mette in scena l'ineluttabilità del destino beffardo. Un cocktail fa gustarsi fino all'ultima goccia, da inserirsi senza ombra di dubbio tra i nuovi classici del genere, con una lotta attoriale di grande livello tra Nicholas Tse e Nick Cheung. Impeccabile.

 

 

http-~~-//www.youtube.com/watch?v=klzGZY2X5_s


B
Blindevil
Confratello
Utente
3578 messaggi
Blindevil
Confratello

B

Utente
3578 messaggi
Inviato il 27 luglio 2011 6:15

Immagine inserita

 

Il diavolo probabilmente, di Robert Bresson. Con Antoine Monnier, Tina Irissari, Laetitia Carcano, Roger Honorat, Henri de Maublanc. Quattro giovani a Parigi. Tra di loro Charles, il più difficile, con seri problemi di integrazione nella società e una pericolosa deriva suicida. Bresson dirige un'Opera sull'essenza del male, ricca di significati, che ondegia tra il didatticismo delle immagini e la potenza delle parole, recitate dai protagonisti con un tono volutamente asettico che ben si adatta all'intenzione morale del film. Il finale, intenso nonostante l'apparente freddezza, è tanto sprezzante quanto beffardo, a sottolineare ancor più come il diavolo sia, molto più che probabilmente, l'uomo stesso. Lucido.

 

 

http-~~-//www.youtube.com/watch?v=tLmbyE0MX6s

Modificato il 05 July 2024 17:07

B
Blindevil
Confratello
Utente
3578 messaggi
Blindevil
Confratello

B

Utente
3578 messaggi
Inviato il 27 luglio 2011 17:30

Immagine inserita

 

A bout portant, di Fred Cavayé, con Gilles Lellouche, Roschdy Zem, Gérard Lanvin, Elena Anaya, Mireille Perrier, Claire Perot, Moussa Maaskri, Pierre Benoist. Un infermiere, testimone di un tentato omicidio all'ospedale, vede rapire sua moglie davanti ai suoi occhi. Ricattato dal sequestratore, l'uomo dovrà liberare il paziente scampato alla morte, per scoprire in seguito che questi è un criminale in possesso di prove che potrebbero rivelare la corruzione all'interno della polizia. Dopo Pour Elle, Cavayé dirige un altro solido poliziesco d'azione, in grado grazie a una storia avvincente, seppur apparentemente banale, di coinvolgere sino alla fine. Bei personaggi che godono di un'ottima caratterizzazione, avvantaggiata da una interpretazione corale di tutto rispetto, e scene action che prediligono la concretezza alla spettacolarità, fanno di A bout portant una piccola chicca per gli amanti del genere. Massiccio.

 

 

http-~~-//www.youtube.com/watch?v=zWmhKow4zTw


B
Blindevil
Confratello
Utente
3578 messaggi
Blindevil
Confratello

B

Utente
3578 messaggi
Inviato il 29 luglio 2011 2:26

Immagine inserita

 

Max Manus, di Joachim Ronning, Espen Sandberg, con Aksel Hennie, Nicolai Cleve Broch, Agnes Kittelsen, Ken Duken, Christian Rubeck. Norvegia, seconda guerra mondiale. Max Manus organizza con un gruppo di amici un giornale clandestino di opposizione alla dittatura nazista. Scoperto dai tedeschi, Max continuerà la sua missione come sabotatore, innamorandosi di una donna spietata e attirandosi le ire di un ufficiale della Gestapo. Max Manus è un film ambizioso e riuscito sotto diversi punti di vista. Questa produzione norvegese eccelle per ricostruzione storica, scene d'azione e interpretazioni degli attori, rivelandosi come un intenso affresco, perlopiù sconosciuto al grande pubblico, della resistenza nel profondo nord. Allo stesso tempo però, forse in seguito a probabili tagli, la storia non riesce mai ad avvolgere completamente, e l'alternarsi tra demoni personali del protagonista e la componente bellica pende vertiginosamente a favore dei primi. Ciò nonostante una visione consigliata per tutti gli amanti del cinema di guerra. Volenteroso.

 

 

http-~~-//www.youtube.com/watch?v=WbK4WTQFf9U&feature=player_embedded


Messaggi
7.7k
Creato
19 anni fa
Ultima Risposta
2 mesi fa

MIGLIOR CONTRIBUTO IN QUESTA DISCUSSIONE
B
Blindevil
1826 messaggi
Euron Gioiagrigia
456 messaggi
L
Lyra Stark
427 messaggi
M
Manifredde
369 messaggi