Salve ragazzi!
Scrivo questo post perché in preda al dubbio xD
Ho appena finito "Fevre Dream", la terza opera martiniana al di fuori delle cronache che leggo. Gli altri sono stati "Una canzone per Lya" e "Fuga impossibile". Il dubbio risiede nel fatto che...non mi è piaciuto nessuno dei tre
Sono molto sorpresa, ed ho paura che, tra la produzione di Martin, finirà per piacermi solo l'universo di Westeros. Però non voglio gettare la spugna, quindi vi chiedo: quale opera dello zione vi è piaciuta di più, e quale mi consigliereste di leggere (anche in inglese)?
Personalmente Fevre Dream non mi ha fatto impazzire, non vado matto per le storie dei vampiri, Fuga Impossibile invece si, adoro la fantascienza e ha un ritmo forsennato, è pieno di svolte inaspettate e poi adoro il protagonista, da quel sociopatico ca**one che è. Tuttavia in Fuga Impossibile il contributo dello zione è del 30%, visto che è stato scritto a 6 mani.
Comunque i miei preferiti non sono nessuno di questi due: mi piace di più la luce morente, una space opera dalle tinte malinconiche e claustrofobiche. La bellezza del tramonto mista alla consapevolezza che la notte che giungerà sarà senza fine. I personaggi sono delinati bene (anche se non sono niente di eccezionale). Il protagonista, Dirk, lo vedo un po' come il Waymar Royce del prologo di AGOT. Un ragazzo, spaccone, che capisce alcune amare verità che bisogna affrontare nella vita da adulto. Invece mi piacciono molto i Kavalaar protagonisti, dal flavour settantiano, da una parte aperti, e sul vivi e lascia vivere, dall'altra risoluti e determinati per quanto riguarda le loro tradizioni.
Un romanzo tutto da vivere e di un'atmosfera tutta particolare.
Mentre mi è piaciuto ancora di più Windhaven (quest'ultimo scritto assieme a Lisa Tuttle). Anche in questo caso si potrebbe parlare di space opera, con forte tendenze al Fantasy. Rispetto agli altri romanzi, questo è più sognante, con lotte sociali un po' naiv e tanta, ma tanta voglia di volare. Il setting di questi romanzi è strepitoso, tutte queste isole con le loro particolarità. Inoltre, anche qui, come nella luce morente si parla di una società in declino è c'è un accennato sfondo malinconico, anche se non così schiacciante. La protagonista secondo me è delinata benissimo, cocciuta e determinata com'è. Alcuni personaggi secondari pure, su tutti Val, e il simpatico grassone festaiolo del quale non ricordo il nome. Forte anche il fratello di Maris, che a suo modo trova un modo di trovare notorietà in un mondo in cui le caste sono blindate.
Da brividi l'epilogo, il milgior Martin strappalacrime.
Se non ti piace nessuno di questi due, secondo me puoi anche passare ad altri autori.
Tanto per completezza:
Armageddon Rag è romanzo autobiografico e se ti piace il rock d'annata può anche essere gradevole, ma è pacchiano e ripetitivo. Tuf Vojaging è partito con una grande idea, realizzata male. Inoltre il protagonista è un polentone insopportabile. E poi sono una serie di racconti, non collegati direttamente tra loro.
Questa è grossomodo la bibliografia romanzata di Martin. :p
Io ho letto solo Fuga impossibile e non mi colpito abbastanza da voler approfondire il Martin fuori dalle Cronache. Peró mi ha incuriosito la descrizione che Timmett fa di Luce Morente, e non escludo che possa entrare nella lista delle future letture, quando e se finiró mai La Torre Nera.
I racconti/romanzi di Martin che ho letto mi sono piaciuti quasi tutti, quindi sono abbastanza di parte. Comunque se devo dire i miei preferiti, sono Dying of the Light e A song for Lya
Quante balle!
David Parenzo, La Zanzara del 19.09.2024
L'egoismo è un diritto, lo vogliamo dire o no? L'egoismo è il motore del mondo. Senza l'egoismo, quello che si manifesta nella cura per la propria famiglia, o dei propri interessi, quello che ogni giorno pratichiamo, non esisterebbero nemmeno sviluppo e progresso. È necessario sempre diffidare dei buoni samaritani, quelli che affermano di agire esclusivamente per il bene comune. Sono spesso degli impostori.
Giuseppe Cruciani, Via Crux
So di essere di media statura, ma... non vedo giganti intorno a me.
Giulio Andreotti interpretato da Toni Servillo, Il divo di Paolo Sorrentino
- Lei quindi crede? - le domanda la giornalista.
La moglie del premier scuote il capo. - Spero. È un po' diverso. Non penso sia proprio uguale.
- Non lo so, - fa la Reitner, poi aggiunge tra sé: - Nemmeno io sono una grande esperta.
Niccolò Ammaniti, La vita intima
Far away and far away
Flows the river of pure Day;
Cold and sweet the river runs
Through a thousand, thousand suns.
Fredegond Shove, The River of Life
Grazie per le risposte ragazzi, in particolare Timett per la completezza, vedo che la luce morente la fa da padrone fra i romanzi, allora sicuramente lo proverò, voglio dare altre possibilità a Martin ;)
Prego.
E non dimenticarti di Windhaven/Il Pianeta dei Venti!
Windhaven lo consiglio un sacco anche io!
E poi consiglio anche i racconti, non solo i romanzi. ;)
Per quel che vale, condivido pure io quanto scritto da Timett (anche se ammetto che a me è piaciuto pure I viaggi di Tuf )
Salve ragazzi!
Scrivo questo post perché in preda al dubbio xD
Ho appena finito "Fevre Dream", la terza opera martiniana al di fuori delle cronache che leggo. Gli altri sono stati "Una canzone per Lya" e "Fuga impossibile". Il dubbio risiede nel fatto che...non mi è piaciuto nessuno dei tre
Sono molto sorpresa, ed ho paura che, tra la produzione di Martin, finirà per piacermi solo l'universo di Westeros. Però non voglio gettare la spugna, quindi vi chiedo: quale opera dello zione vi è piaciuta di più, e quale mi consigliereste di leggere (anche in inglese)?
Ciao, credo che di aver letto tutto ciò che è stato pubblicato in Italia di Martin, ti lascio anche il mio parere.
Romanzi: sono tutti abbastanza leggibili, però quelli discreti per me sono La luce morente (o In fondo il buio) e Il viaggio di Tuf, che alla fin fine è simpatico come progetto letterario, soprattutto per il personaggio atipico. Il pianeta dei venti lo reputo un grande spreco, dato che l'ambientazione è spettacolare ma la storia è troppo scontata.
Racconti: alla fin fine mi sono piaciute tutte e 4 le antologie uscite (I re di sabbia, Le torri di cenere, I canti del sogno 1 e 2), dove spiccano sicuramente i racconti di fantascienza ambientati nell'universo inventato da Martin e quelli grottechi/horror. I racconti che mi sono piaciuti di più sono:
Nelle terre perdute
I re della sabbia *
I passeggeri della Nightflyer
Solitudine del secondo tipo *
Al mattino cala la nebbia
Canzone per Lya *
...e ricordati sette volte di non uccidere mai l'uomo
Le solitarie canzoni di Laren Dorr *
L'uomo da carneteca *
Ricordo di Melody
La cura della scimmia
L'uomo-a-forma-di-pera *
Il cuore in conflitto
La tratta della pelle *
Varianti perdenti
Porte
Quelli asteriscati sono davvero belli, qualcuno è nella top dei racconti che ho letto nella vita.
p.s. per quanto riguarda i due volumi in cui è stata divisa l'antologia curata da Martin e Dozois sulle donne pericolose, i racconti che mi sono davvero piaciuti sono molti meno (in tutto saranno 4 o 5). I primi delle due antologie, ossia La principessa e la regina di Martin (ambientato nel passato delle Cronache) e Ombre per Silence nelle foreste dell'inferno, di Brandon Sanderson, sono spettacolari, soprattutto il secondo dei due.
Wow, grazie anche a te Tavajigen, a questo punto metto con sicurezza anche i racconti nella lista delle possibili letture. Terrò a mente anche il commento su Dangerous Women, che era in effetti l'antologia che più stuzzicava il mio interesse xD
p.s. bella la firma con Tom Bombadil!