Inoltre ti consiglio caldissimamente "In Fondo il Buio" romanzo di esordio di Martin, ambientato sempre nello stesso universo e scritto nello stesso stile agrodolce. Stupendo. Rileggili, e poi ci risentiamo.
Letto questo weekend (ci ho messo due mesi a leggere il primo capito, e un giorno per finire il libro " /> ). Che dire, è veramente bello, l'inizio ho faticato un pò, un pò lento e poco chiaro, per fortuna poi avevo già letto i racconti brevi di Martin che mi hanno aiutato molto nell'orientarmi in questo universo, l'ho trovato di grande aiuto questo, poi quando la storia si avvia l' ho trovata molto bella ed emozionante
la morte di Garse mi ha sconvolta, i pezzi ambientati a Kreyne Lamiya sono stupendi, il finale invece......lo detesto, odio i finali ambigui!Anche se riconosco che doveva finire in questo modo
Domanda sul finale:
Secondo voi Dirk T'larien é morto? Dubito, che dopo tutto quello che é successo, lo facciano scappare con un taglietto...
L'ho riletto in questi giorni, raccolta molto bella e suggestiva. Lo stile non è ancora completamente maturo ma già si intravedono i segni distintivi della scrittura martiniana: personaggi molto approfonditi e dalla psiche complicata, scenari descritti in modo efficace, e finali mai banali. Racconti più belli: Canzone per Lya, La città di pietra e Le solitarie canzoni di Laren Dorr.
P.S.: Avete fatto caso a come si chiamano i due protagonisti di Canzone per Lya? Robb e Lyanna...
Quante balle!
David Parenzo, La Zanzara del 19.09.2024
L'egoismo è un diritto, lo vogliamo dire o no? L'egoismo è il motore del mondo. Senza l'egoismo, quello che si manifesta nella cura per la propria famiglia, o dei propri interessi, quello che ogni giorno pratichiamo, non esisterebbero nemmeno sviluppo e progresso. È necessario sempre diffidare dei buoni samaritani, quelli che affermano di agire esclusivamente per il bene comune. Sono spesso degli impostori.
Giuseppe Cruciani, Via Crux
So di essere di media statura, ma... non vedo giganti intorno a me.
Giulio Andreotti interpretato da Toni Servillo, Il divo di Paolo Sorrentino
- Lei quindi crede? - le domanda la giornalista.
La moglie del premier scuote il capo. - Spero. È un po' diverso. Non penso sia proprio uguale.
- Non lo so, - fa la Reitner, poi aggiunge tra sé: - Nemmeno io sono una grande esperta.
Niccolò Ammaniti, La vita intima
Far away and far away
Flows the river of pure Day;
Cold and sweet the river runs
Through a thousand, thousand suns.
Fredegond Shove, The River of Life
Si, questa cosa dei nomi riciclati è un trademark delle opere di Martin. Vikary, per esempio, è uno dei protagonisti di "Dying of the Light", il primo romanzo di Martin, è un Isola del pianta di "Windhaven" ed è una casata (credo dell'ovest) delle cronache.
Ma è una mia impressione che i primi racconti trasmettono ansia e depressione? :)
Piuttosto direi malinconia e nostalgia di tempi andati. Ansia e depressione mi sa troppo da horror.
Io l'ho letta da poco.
Un altro tema per me è quello della solitudine, può essere? E il titolo potrebbe prendere spunto proprio dalla torre di cenere che in un racconto sembra rappresentare proprio la solitudine del personaggio. Sì, anche la malinconia tutto sommato.
Comunque mi sono piaciuti tantissimo, soprattutto i primi. Poi gli ultimi (a parte Canzone per Lya che è un capolavoro, ma lo avete già fatto notare) diventano un po' lunghini e farciti un po' troppo di introspezioni e riflessioni personali.
Diciamo che mi ero quasi stufato, anche se alla fine "Le canzoni solitarie di Larenn Dorr" mi ha davvero colpito e un po' mi sono ricreduto.
Preferite in assoluto "Canzone per Lya" e "Solitudine del secondo tipo".